Parliamoci col cuore in mano. In questo momento particolare, abbiamo paura, diffidiamo, ed è giusto, è normale, perché tutti noi quotidianamente abbiamo bisogno di sentire che abbiamo il controllo della nostra vita, la percezione di poter programmare la nostra esistenza. E oggi non possiamo fare come al solito. Tutto ciò che possiamo vedere, gestire, organizzare ci fa stare meglio, ci dà tranquillità, mentre la situazione attuale del COVID-19 fa crollare tutte le nostre sicurezze: non sappiamo chi è ammalato, non sappiamo se noi siamo ammalati… non sappiamo se possiamo essere pericolosi per altri, non sappiamo se ogni ogni piccolo malessere che percepiamo sia segno di questo virus o un’autosuggestione in cui siamo incappati… non sappiamo quando ne usciremo e come… questo mette tutti in ansia. Ci mette in ansia anche il fatto che contrarre questo virus può avere conseguenze diverse… chi non presenta sintomi e chi, invece, rischia la vita, attaccato a un respiratore, per le complicanze che possono presentarsi.
Non possiamo prevedere, non possiamo fidarci come prima, non possiamo controllare… ma possiamo limitare. Ed è proprio per questo che ognuno di noi ha un compito, un compito importante realizzabile con un comportamento preciso. Il nostro comportamento è quello che può cambiare le sorti nella diffusione del virus. Siamo padroni di questa scelta, possiamo decidere se fare il possibile, sacrificando la nostra consueta voglia di normalità per qualche giorno, qualche tempo, oppure prolungare il tutto, mettendo a rischio nuove vite.
Il nostro comportamento può fare davvero la differenza!
Immaginiamo il nostro comportamento come la tessera di un Domino… è bastata una tessera “infetta” per cambiare completamente tutta la configurazione del “gioco”; il movimento sbagliato di una sola tessera ha avuto l’enorme potere di ripercuotersi a cascata su tutte le altre. Questo certamente ci dice che non abbiamo avuto potere nel contrastare inizialmente la diffusione… non lo sapevamo, non potevamo prevederlo… non ci avevano detto che sarebbe stata la pandemia.
Ma ora un nuovo domino si può giocare, ora sappiamo, ora abbiamo un potere e in una nuova partita ci possiamo misurare… se è vero che ogni tassello ha il potere di mutare completamente l’assetto iniziale, possiamo farcela, dobbiamo mettere in gioco tutte le nostre forze nel raggiungere questo obiettivo e cambiare “le carte in tavola”, scrivere un nuovo finale, lottando tutti insieme silenziosamente.
Fare ciò comporta rigore, attenzione, stress. Ma ogni sfida che ci impegna, per quanto drammatica, porta con sé qualcosa di buono, e sempre e comunque il fatto di scoprire qualcosa in più di sé… una forza che non ci si riconoscevamo, una capacità nuova… o semplicemente la fortuna di avere più tempo per noi. Questo è ciò che dobbiamo affrontare oggi: gestire il nostro tempo in tanti modi, ma in un solo spazio. È la nostra sfida! Dura, ma possibile.
Strutturiamolo il nostro tempo, con programmi e buoni propositi, quei buoni propositi che il 1° gennaio di ogni anno ci prefissiamo: ora abbiamo tempo per quel film che vogliamo rivedere da tanto, per quella telefonata che rimandiamo e che da un po’ ci intimidisce fare, per quel guardaroba incasinato da sistemare, per quelle pulizie di primavera che a primavera potremo risparmiarci! Apprezziamo l’intimità delle nostre case, le parole che colorano ogni angolo che prima era dimenticato. Riscopriamo le piccole cose. Stando in casa non è tutto negativo, tutto obbligato. Pensa a tutte le volte in cui hai rimandato, in cui ti sei detto “quando avrò tempo”… “ho troppo da fare”. O a quelle volte in cui avresti voluto tempo per riflettere, riflettere sulle tue questioni importanti, sulle scelte da compiere, e invece ti sei tuffato nel tran tran quotidiano, perché non ce l’avevi quel tempo. Forse è il momento, il momento che non avrai mai più nella vita di fare qualcosa per te, per la tua famiglia… ma anche per la società intera.
Tempo e lentezza devono essere le nostre parole d’ordine; riorganizzarci secondo queste due direttive è il compito essenziale che dobbiamo svolgere. Dobbiamo necessariamente staccare la spina e viverci quello che c’è dentro… e se non ce n’è abbastanza, creiamo di più. Se c’è già tanto, sistemiamo questo tanto. Qualcosa da fare c’è sempre! Con lentezza, con la calma che le nostre quattro mura possono regalarci. Ripristiniamo i nostri ritmi, rallentiamo, dedichiamoci, cioè diamo tempo e attenzione sapendo che non c’è urgenza.
Ognuno nella società ha il suo dovere: i medici in corsia a salvare vite, i farmacisti nelle farmacie a dispensare i prodotti che ci servono… tutti gli altri devono devono collaborare “da remoto” (termine abusato di questi tempi), da casa, facendo sì che gli ospedali non collassino. È un contributo importantissimo.
Se ci pensiamo il tempo è ciò che andiamo sempre reclamando. Tempo per rilassarci, tempo per riposarci, tempo per fare quattro chiacchiere, tempo per poltrire, perché anche l’ozio serve. Oggi ce l’abbiamo, è gratuito, non dobbiamo pagare SPA e ristoranti. Ce l’abbiamo in casa il tempo per noi. È una risorsa, ed è anche una responsabilità usarlo nel modo migliore, restando a casa. In questi giorni, in fondo, non ci viene chiesto molto per cambiare la Storia del nostro mondo, solo stare a casa. I più insofferenti al movimento #iorestoacasa potrebbero vivere tale condizione come passività assoluta. Non è così.
Restare a casa è un comportamento profondamente attivo, il non farsi vedere è una scelta intrinsecamente vitale!
Come diceva qualcuno di importante, non si può non comunicare… e proprio oggi, in questo momento storico così importante per le sfide che dobbiamo affrontare, è nel sottrarsi totalmente a ogni forma di socialità in persona, che comunichiamo il nostro rispetto per gli altri, la nostra voglia di vivere e la responsabilità sociale connessa a questo fare una passo indietro. Fai un passo indietro sulla soglia di casa, e non uscire se non per acquistare generi alimentari e farmaci di cui hai bisogno. Comunica la tua responsabilità e il tuo rispetto per tutti gli altri. Ogni tuo gesto ha ripercussioni sull’intero sistema, su tutto il Domino: sii attivo, non muoverti!
Quella che non deve mai mancare, comunque, è la speranza, in questo come in tanti altri momenti di crisi che una società può vivere. Oggi, tutti noi viviamo questo dramma, insieme. Ma dramma è anche quello di un solo uomo, che si sente perso e imprigionato in quelli che magari non sono i confini di una casa, ma altre barriere. Perché pensare, a volte, ci porta anche a questo, a fare i conti con noi stessi. Ma oggi è il momento giusto per farlo. Guardiamo sempre avanti, ogni giorno, cercando soluzioni creative e responsabili per rimanere in equilibrio… dentro e fuori da noi stessi.
