Il primo passo

Nessuna novità quando si parla del carico di lavoro dentro e fuori casa assegnato implicitamente alla compagine femminile. E altrettanto note sono le giustificazioni date a sostegno di questa mentalità altamente pregiudicante. In ogni discorso, in ogni frammento di quotidianità, è questa la normalità: “La donna è l’angelo del focolare”, “Come gestisce la casa una donna, un uomo non potrebbe mai…”, “La mamma è la mamma, deve farle lei certe cose”, “La donna, il sesso debole…”, “Non è un lavoro da donne!”, “Le donne sono multitasking!”.

Sentirsi sempre “non abbastanza”

Ed è per questo che le donne vivono ossimoricamente questo contrasto tra il dover fare tutto, e il non essere abbastanza per fare tutto. Spesso si sentono “mezze persone” se non si occupano quanto dovrebbero dei figli, della casa, del partner, del lavoro… ma chi definisce quel “quanto dovrebbero”? Chi stabilisce il tempo e le energie che le donne dovrebbero mettere nelle loro attività? È quel grande fratello che vi osserva, donne, che vi spia costantemente, che ormai è parte di voi! Cioè, siete proprio voi! Siete voi a giudicarvi aspramente, a spiarvi senza pietà, a emettere sentenze continue verso di voi e il vostro operato. “Cosa penserebbe lui se non facessi…?”, “Cosa direbbe lei, se vedesse che non sono riuscita…?”
Siete voi a pensare che potreste fare di più e meglio.
Questo mi fa immediatamente pensare al fatto che sarebbe necessariamente possbile anche l’esatto contrario… ovvero “se posso pensare una cosa di me, posso pensare anche il suo contrario“.

Il primo passo e il suo potere

Quindi, il potere è vostro: potreste pensare di permettervi una pausa in più, un lavoro domestico in meno, un’ora con le amiche in più, una corsa tra le mille commissioni in meno. Il fatto di autorizzarsi ad avere qualcosa di diverso è un passo notevole, mi rendo conto; ma è tanto notevole quanto decisivo. Non decisivo per raggiungere il vostro obiettivo, ma importante per iniziare; perché ricordate, donne, il primo passo non vi porta mai dove volete arrivare… ma vi toglie da dove siete! Le altre persone potranno anche pensare che qualcosa sta cambiando, e non in meglio, ma bisogna anche fare una graduatoria delle priorità: quanto conta per me che la persona X pensi questo e quello di me? Che ripercussioni ha sulla mia vita, veramente? Capire che il nostro giudizio su di noi, conta più di quello altrui è un passaggio che prima o poi va affrontato.

Il primo passo è l’inizio di ogni viaggio

Anche quando non ci sembra possibile, anche quando le abitudini sono radicate negli anni e nelle generazioni, portarle avanti è una decisione che prendiamo, ogni volta che mettiamo in atto un gesto, anche se non consapevolemente. Quindi, è una decisione altrettanto legittima cambiare rotta, non portare avanti le stesse abitudini e non alimentare quella mentalità secondo cui una donna deve saper fare tutto e arrivare completamente esausta.
Talvolta, è più difficile far capire alle persone che si vuole cambiare, perché ciò significa scontrarsi con punti di vista diversi e con consuetudini così profonde da rendere “anormale”, se non “folle” tutto ciò che le contraddice.

La rivoluzione sta negli occhi di chi si immagina

Anche se non siete sempre stanche, senza energie a fine giornata, non significa che non avete fatto abbastanza, ma che avete iniziato a sceglire di dedicare la giusta quatità di energie a ciò che in quel momento era prioritario; e avete deciso di delegare il delegabile a chi non si è sempre fatto carico di tutti i vostri oneri. Oppure vi siete concesse di procrastinare, rimandare a un tempo migliore (per voi), in cui sarete meno stanche.
Infatti, la capacità di fare tante cose, non significa che dovete sempre farle tutte, queste cose!

Quando iniziate a immaginarvi come individui che Possono (decidere, andare avanti, tornare indietro, deviare il cammino…), avete staccato il piede da terra: iniziate a intravedere l’enorme potere che tutti abbiamo nelle giornate che costruiscono le nostre vite.
È questa l’essenza rivoluzionaria del primo importantissimo passo!

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